“O quatt ‘e maggio”

Il 4 di maggio in epoca borbonica era il giorno in cui a Napoli scadevano per legge i contratti di locazione.

Gli sfratti diventavano pertanto esecutivi e gli sfrattati dovevano traslocare.

Le strade si riempivano così di carri, carriole e di ogni altro mezzo capace di trasportare le masserizie e le suppellettili che fino a poco tempo prima riempivano le abitazioni.

C’erano animali per il traino, uomini, donne e bambini, ciascuno con il suo fagotto. Il caos, il rumore e la confusione regnavano sovrani fino a tarda notte, tant’è che l’espressione “o quatt ‘e maggio” è rimasta a indicare una gran confusione o un improvviso frastuono.

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